“Non è un film” canzone di Fiorella Mannoia e Frankie HI-NRG

“Non è un film” canzone di Fiorella Mannoia e Frankie HI-NRG

Non e’ un film”, la canzone di Fiorella Mannoia scritta da Frankie HI-NRG e con lui interpretata, ha vinto la decima edizione del Premio Amnesty Italia, Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia, ha spiegato così le motivazioni del premio assegnato a “Non è un film”: “Il brano riassume in parole semplici e incisive tutte le campagne di Amnesty International (…) Racconta la fuga di chi spera di salvarsi da persecuzione e sofferenza attraversando il Mediterraneo a bordo di un’imbarcazione precaria. È la vita vera di giovani cittadini africani che cercano umanità e protezione e trovano spesso razzismo e propaganda. I 1500 morti del 2011, annegati in mare sulla via verso l’Europa, non sono un film, sono veri anche loro. E sono vere le migliaia di vittime della tratta sulle strade italiane, costrette alla prostituzione e accolte come ‘carne fresca’ da clienti che chiudono gli occhi davanti alla propria complicità nel mercato delle schiave. Con grande gioia Amnesty International conferisce il Premio Amnesty Italia 2012 a Fiorella Mannoia, che ringraziamo di aver scelto di stare dalla parte dei diritti umani e di comunicare questa scelta tramite la sua arte”. ‘Ho sempre appoggiato le cause promosse da Amnesty International e ricevere questo premio mi onora – ha dichiarato Fiorella Mannoia -. Quando ho contattato Frankie per questo mio ultimo progetto intitolato ”Sud’ gli ho fatto una richiesta ben precisa, volevo che toccasse il tema dell’immigrazione, ne parlammo e ci scambiammo le nostre idee. Concordavamo sul fatto che stiamo vivendo un momento storico molto delicato, in cui una parte del paese, non tutto per fortuna, si lascia influenzare dal terrorismo delle parole (non meno pericoloso del terrorismo delle armi) di una parte della politica che per meri fini di propaganda elettorale usa gli immigrati, non avendo altri argomenti, per diffondere l’antico germe dell’odio razziale, mettendo in pratica l’antica tattica del ”divide et impera’, dimenticando (o meglio, facendo finta di dimenticare) che tutto il benessere dell’Occidente poggia sulle spalle di interi paesi del Sud del mondo, Africa in testa, saccheggiati da una politica predatoria della quale tutti i governi sono responsabili”.
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