Nuovomondo di Emanuele Crialese

Nuovomondo di Emanuele Crialese

Post di Paolo D’Agostini da La Repubblica

Il sogno del Nuovomondo in un bianco mare di latte

DOPO l’exploit di Respiro, secondo film del regista siculo-romano di educazione newyorkese, c’era da aspettarsi molto dal suo talento ma le voci sull’ambizione del nuovo progetto facevano temere il passo più lungo della gamba. Crialese ha ripreso in mano un grande tema della nostra storia recente, la massiccia emigrazione italiana di fine Ottocento verso l’America, che in realtà è stato raccontato più da artisti americani di discendenza italiana che non da noi.

Il pregio grande del suo film che ha intitolato Nuovomondo conservandogli però come sottotitolo Golden Door, la porta d’oro, è quello di scegliere, di concentrare l’attenzione, di evitare di allargarsi e disperdersi.

È così che la piccola, microscopica storia di Salvatore e della sua famiglia diventa il simbolo di milioni di storie e di vite, di uomini e donne che hanno messo in gioco tutto, ma proprio tutto, per scommettere su un futuro migliore. I preparativi siciliani con la vendita dei poveri beni e con i rituali mezzo cristiani e mezzo pagani del distacco. L’imbarco e il viaggio per mare tra indicibili disagi materiali e sognanti promesse amorose tra Salvatore e la misteriosa inglesina Lucy.

L’arrivo a destinazione e, corpo del film che qui si arresta senza dirci che cosa accadrà dopo e fuori di lì, il lungo e penoso stazionamento nella famosa e famigerata Ellis Island, la porta dell’immigrazione: dove il film ricama sapientemente l’intreccio – sempre sospeso tra aspettativa e delusione o speranza e abbattimento – tra gli incontri combinati di uomini e donne necessari ad essere ammessi o a iniziare una nuova vita, e la sottomissione a quelle inflessibili pratiche igienico-burocratiche sulle quali viene gettata l’ombra di un sospetto di anticipazione delle selezioni genetiche naziste.

Lo sguardo incredulo, disperato ma dignitoso di Salvatore (Vincenzo Amato) di fronte al verdetto della commissione che ammette lui e un figlio ma non l’anziana madre e l’altro figlio perché sordomuto è qualcosa che si fa ricordare.

Ecco, Crialese compone quest’insieme di quadri con molta sapienza, e dichiara la sua cifra alternando piani realistici e piani onirici, questi culminanti nel potente quadro di tutta la povera compagnia immersa con indosso i poveri abiti in un bianco mare lattiginoso e felice.

Senza sottoscrivere la maligna e pungente definizione di un collega secondo il quale alcuni promettenti registi italiani – da Crialese a Sorrentino – già al terzo o addirittura al secondo film “non lavorano ma capolavorano”, verrebbe solo da obiettare che Nuovomondo è un opera riuscita e con momenti preziosi ma non compatta e omogenea come si vorrebbe.

Il trailer in italiano

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