6500 salvagenti per ‘Apolide’

6500 salvagenti per ‘Apolide’

Post di La regione del 2 aprile 2018

Imponente installazione artistica nel salotto cittadino di Locarno; l’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della migrazione globale e il dramma dei migranti.

Ben 6500 salvagenti di plastica, di ogni forma e colore, hanno ricoperto a sorpresa e totalmente la superficie di Piazza Grande di Locarno. Si tratta di “Apolide”, imponente e ambiziosa installazione dell’artista ticinese Oppy De Bernardo (Locarno, 1970) realizzata con il patrocinio della Città di Locarno nella notte dal 30 al 31 marzo, grazie alla collaborazione di più di 120 persone e con l’ausilio di 18 km di corde. Apolide sarà visibile al pubblico sino al 15 aprile e, dall’11 aprile, la cittadinanza, i bambini, le scolaresche e gli interessati sono invitati nel alotto dei locarnesi a ritirare quanti salvagenti vorranno. Oppy De Bernardo – artista da sempre interessato all’analisi dei processi comunicativi e ai limiti percettivi della realtà ordinaria – con questo tentativo inedito prova a mettere in scena, in modo astratto e teatrale, quella che forse è una delle più grandi emergenze di questo tempo: la migrazione globale. Un gesto empatico che porta divertimento, forse anche euforia e che ha il pregio di aprire un discorso sull’apolidia a partire da un punto di vista atipico e privilegiato, quello dell’arte appunto. Quella dell’apolide è una condizione che può avere più connotazioni, a seconda del contesto di riferimento: dall’idea di “cittadino del mondo”nell’antica Roma fino alla condizione di molti migranti, privati di ogni diritto, compreso quello fondamentale di vedere riconosciuta la propria esistenza. De Bernardo mette in scena questa condizione in modo intangibile e plateale. La Piazza Grande si trasforma in una grande isola “utopica” dove l’essere umano può salvarsi dal suo simile, dove non ci sono più confini, etnie e distinzioni. Un’isola che non c’è, surreale e felice. L’evento per due settimane cambierà radicalmente il modo di fruire lo spazio pubblico e investirà, volente o nolente, un’intera comunità.

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