La Mora Caterina di Albrecht Dürer

La Mora Caterina di Albrecht Dürer

Dalla pagina Instagram degli Uffizi

Albrecht Dürer, La mora Caterina, 1521, #GDS #Uffizi

“Kathirina allt 20 Jar” annota Dürer su questo splendido disegno, testimonianza toccante di uno degli incontri che il pittore fece durante i suoi viaggi. Lo sguardo malinconico e assorto della giovane, a servizio di João Brandão, agente ad Anversa del re del Portogallo, è stato eternato da uno dei più appassionati ritrattisti dell’arte moderna, “pittore mirabilissimo” secondo Vasari e “nelle teste massimamente pronto e vivace, come è notissimo a tutta Europa”. Il pittore, affascinato dalle fisionomie, particolarmente le più esotiche, affermava che, sebbene non trovasse belli i tratti pronunciati dei “mori”, i loro corpi erano talvolta “così ben formati ed eccellenti che io non ne ho visto e non so immaginarne nessuno che sia meglio formato”.

L’impiego della punta d’argento in questo capolavoro di sensibilità pittorica e umana, produce effetti analoghi a quelli dell’incisione a bulino e si adatta particolarmente alla fascinazione di Dürer per i dettagli, piegandosi a un’accurata definizione di volumi e superfici attraverso un raffinatissimo tratteggio e un perfetto gioco di geometrie.

🌍ENG “Kathirina allt 20 Jar”, Dürer wrote on this gorgeous drawing, where he portrayed a young black girl working as a servant for an officer of the King of Portugal in Antwerp. Her melancholy and thoughtful gaze has been caught forever by one of the greatest masters of portrait art, that Vasari defined as an “amazing painter, spirited and vivacious, particularly in his heads, as is well known to all Europe.” Dürer was fascinated by facial features, expecially “exotic” ones. He stated that “moors” are not that beautiful though “I have seen some whose entire bodies were the most well-formed and perfect I have ever seen. I cannot even imagine anyone better formed”.

The use of silverpoint in this masterpiece of pictorial and human sensitivity elicits effects very similar to those obtained through burin. It is particularly suitable to render Dürer’s fascination for details by minutely defining volumes and surfaces through a very refined drawing technique and a very well-proportioned balance of geometrical ratios.

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