La macchia della razza. Lettere alle vittime della paura e dell’intolleranza

La macchia della razza. Lettere alle vittime della paura e dell’intolleranza

Saggio di Marco Aime edito da Ponte alle Grazie

Dragan è un bambino. Un bambino rom. Bisogna schedarlo, prendergli le impronte. Come a tutti gli stranieri che invadono il nostro paese e le nostre città. Il razzismo non c’entra. È che bisogna tenerli sotto controllo, rispedirli a casa prima che ci infastidiscano ai semafori, rubino nelle nostre case, stuprino le nostre donne. Perché la nuova parola d’ordine dei nostri politici, da destra a sinistra, è «sicurezza». Non c’è quotidiano o telegiornale che non tenga a specificare la nazionalità o l’etnia del criminale di turno – rumeno, albanese, marocchino – quando invece andrebbero ricordate le vittime più recenti dell’immigrazione clandestina e del razzismo strisciante nel nostro paese.
Eppure noi italiani, «brava gente», qualche decennio fa eravamo proprio come «quelli lì», guardati con sospetto, maltrattati, offesi, quando cercavamo lavoro e fortuna all’estero. La storia non ci ha insegnato proprio nulla, sembra dirci Marco Aime, e allora certe cose bisogna ripeterle, e ripeterle ancora, perché la macchia della razza scolori, per poi un giorno sparire per sempre.

Edito da Ponte alle grazie,

“Ci siamo arresi, ci siamo convinti che nulla ormai può cambiare, che siamo impotenti davanti ai fatti che accadono. Non solo, ci appaiono inevitabili, ci sembrano sempre meno gravi, fino a sembrare normali. Normale che a te, Dragan, venga chiesto di intingere il tuo ditino nell’inchiostro, segnando la tua vita in questo paese. Una macchia che non è solo quella sul tuo dito, è sul tuo volto, sulla tua anima. È la macchia della razza.”

Marco Aime, torinese,  insegna Antropologia culturale presso l’università di Genova. Ha condotto ricerche in Africa occidentale e sulle Alpi, e ha viaggiato moltissimo nei paesi extraeuropei. Tra i suoi libri ricordiamo: Diario Dogon (2000); Eccessi di culture (2004); L’incontro mancato (2005); Il primo libro di antropologia (2008); La fatica di diventare grandi (con Gustavo Pietropolli Charmet, 2014). La raccolta Sensi di viaggio è apparsa per la prima volta nel 2005. Questa edizione è arricchita da dodici nuovi racconti

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