Kif Kif domani di Faïza Guène

Kif Kif domani di Faïza Guène

Recensione a cura di Sololibri

Faïza Guène è nata nel 1985 a Bobigny, in Francia, da genitori di origine algerina ed è cresciuta a Pantin, nella banlieue “incendiaria” a nord-est di Parigi. “Kif kif domani” (Mondadori, 2006) è il suo primo romanzo, scritto alla giovane età di diciannove anni. L’uscita editoriale francese ha letteralmente scosso il panorama editoriale d’oltralpe (oltre centodiecimila copie vendute), ottenendo un buon successo anche all’estero. Non sono mancate, tuttavia, le critiche: i puristi della lingua francese hanno accusato infatti la giovane scrittrice di non utilizzare correttamente la negazione in francese.

La “Sagan des cités”, come viene spesso etichettata suo malgrado, dà voce e vita all’incandescente periferia parigina con un linguaggio decisamente colloquiale ed attuale, un métissage franco-algerino che mischia al francese quotidiano anche parole in “verlan” e in “argo”.
Le vicende narrate ruotano attorno a Doria, quindici anni, nata in Francia da genitori marocchini, che con rabbia e tenerezza racconta di sogni, delusioni, sconfitte e primi amori all’ombra degli HLM di periferia. Doria vive da sola con la madre, abbandonata dal marito perché tornato in Marocco con una donna più giovane, e riceve le visite delle strampalate assistenti sociali che non fanno altro che complicarle la vita:

“Madame Chessoio, l’assistente sociale del comune, non la vediamo più perché è in permesso maternità. Ci ha detto che sarebbe tornata dopo la nascita del bimbo e quando l’ha detto mi sono imbestialita perché faceva molto: “tanto tra un anno, sarete ancora povere e avrete ancora bisogno di me”. E intanto, nell’attesa, ci sobbarchiamo una sostituta che è uno strazio.”

“Kif kif domani” è un’espressione che significa “domani è la solita minestra” e che quindi potrebbe spingere Doria a smettere di lottare ed arrendersi al suo destino. Cosa che alla fine non accadrà…

“Il futuro ci preoccupa, anche se non dovrebbe, perché forse in fondo non ne abbiamo uno. Potremmo morire fra dieci giorni, domani, o fra un momento, ora, ecco fatto. È quel genere di roba che non si prevede. Non c’è preavviso, e non puoi rinviare. Non come le bollette della luce scadute.”

Un romanzo davvero divertente quanto sconcertante per la sua cruda attualità. Oltre ad essere un ottimo esercizio sulla lingua moderna francese!

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