Piemonte, bambini cattolici e musulmani insieme a lezione di religione. Preside: “Scuola deve creare spirito di comunità”

Piemonte, bambini cattolici e musulmani insieme a lezione di religione. Preside: “Scuola deve creare spirito di comunità”

Di Alex Corlazzoli, pubblicato su il Fatto Quotidiano del 13 aprile 2019

Dopo i primi esperimenti e la curiosità dei piccoli studenti, a settembre anche i bambini marocchini hanno acquistato i libri di religione e i genitori hanno espresso la volontà di farla fare ai loro figli. Il capo d’istituto: “Per noi è quotidianità lavorare sull’inclusione, sull’integrazione, il dialogo e l’amicizia. Se la scuola ha un senso è proprio quello di creare uno spirito di comunità, di appartenenza”

C’è una scuola nell’Alta Langa, in Piemonte, dove i bambini cattolici e quelli musulmani fanno lezione di religione insieme. Bisogna salire fino a Murazzano(Cuneo), 800 abitanti di cui 150 stranieri, per incontrare Valentina Mattalia, l’insegnante che è riuscita a costruire un ponte a partire dalle sue lezioni. “Tutto è cominciato lo scorso anno – spiega la docente – quando in classe abbiamo fatto i lavori per Natale e Pasqua. Le bambine musulmane si sono interessate, avevano voglia di metter mano anche loro alle decorazioni che facevano i compagni. Così ho deciso di coinvolgerli”. È a quel punto che è scattata la curiosità anche da parte dei genitori dei ragazzi migranti: “Una mamma – continua Valentina Mattalia – è venuta a chiedermi cosa facevamo durante l’ora di religioneperché era convinta che si pregasse. Quando ha capito che non si trattava di questo si è sentita rassicurata”. Non solo. La maestra Valentina è andata oltre e ha organizzato una vera e propria lezione sull’Islam coinvolgendo proprio i bambini musulmani: “Ciascuno ha portato a scuola gli oggetti che hanno a che fare con la loro religione, gli abiti tradizionali. Abbiamo conosciuto il Corano e visto libri e quaderni che i compagni usano alla scuola islamica”. La sorpresa è arrivata a settembre di quest’anno quando la maestra ha visto che anche i bambini marocchini avevano acquistato i libri di religione e i genitori avevano espresso la volontà di farla fare ai loro figli. A stupirsi dell’interesse da parte dei media per questo progetto è il capo d’istituto Bruno Bruna: “Per noi è quotidianità lavorare sull’inclusione, sull’integrazione, il dialogo e l’amicizia. Se la scuola ha un senso è proprio quello di creare uno spirito di comunità, di appartenenza”.

È lo stesso preside a ricostruire i diversi passaggi che hanno portato ad un’ora di religione per tutti: “Come scuola siamo stati disponibili a raccogliere la curiosità degli alunni da un lato e anche la disponibilità dei genitori musulmanidall’altro. Forse non saremmo mai partiti se non fosse per i bambini che hanno visto che durante l’ora di religione si facevo dei bei lavori di Natale e Pasqua. Merito anche dei genitori che si sono informati e sono venuti a scuola a chiedere se facevamo catechismo nell’ora di religione o altro. Li abbiamo rassicurati sul fatto che nell’ora di religione si insegnano soprattutto i valori comuni. Quando hanno capito questo hanno fatto la richiesta di poter cambiare la domandainiziale di non avvalersi dell’ora di religione”. Oggi a Murazzano l’ora di religione tutti insieme la fanno in quarta e in prima elementare: “Con i più piccoli parliamo di amicizia, di amore, delle festività, delle creazione”, spiega la maestra Valentina. L’idea è piaciuta così tanto che è stato esportata anche alla scuola secondaria di Lequio Berria: “Anche lì – spiega il preside – si fanno discorsi legati al sentirsi fratelli, all’includere sempre. È quello che fa parte di quelle competenze trasversali che cerchiamo di far passare in tutte le discipline. Hanno parlato del Corano allo stesso modo in cui si parla della Bibbia per conoscere le basi di una religione”.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *