Neri non si nasce, si diventa. Le stelle di Lilian Thuram

Neri non si nasce, si diventa. Le stelle di Lilian Thuram

Il campione di calcio Lilian Thuram sa bene cosa sia il razzismo:” Io sono diventato nero a nove anni, quando sono arrivato in Francia e ho incontrato i bianchi. Si diventa neri con gli sguardi degli altri”

“Durante l’infanzia mi hanno indicato molte stelle. Le ho ammirate, le ho sognate: Socrate, Baudelaire, Einstein, Marie Curie, il generale De Gaulle, Madre Teresa…Ma nessuno mi ha mai parlato delle stelle nere. I muri della mia classe erano bianchi, erano bianche le pagine dei libri di storia. Non sapevo nulla dei miei antenati. Soltanto la schiavitù veniva citata. Presentata in quel modo, la storia dei neri non era altro che una valle di armi e di lacrime. Questi ritratti di donne e uomini sono il frutto delle mie letture e conversazioni con alcuni storici e studiosi. Perché il modo migliore per combattere il razzismo e l’intolleranza è arricchire le nostre conoscenze e il nostro immaginario. Da Lucy a Barack Obama, passando per Esopo, Dona Beatriz, Puskin, Anna Zingha, Aimé Césaire, Martin Luther King e molti altri: stelle che mi hanno permesso di evitare la vittimizzazione, di credere nell’Uomo e soprattutto di avere fiducia in me stesso.”

Da un’intervista a Repubblica: “Chi è razzista è un debole. Dobbiamo insegnare ai bambini l’uguaglianza”. I buuu a Balotelli sono l’aggancio con il calcio. “Quello che succede negli stadi è lo specchio della società in cui viviamo. C’è razzismo nel calcio perché c’è razzismo nella nostra società. Ci sono allenatori che dicono: non è razzismo quando ti fanno buuu, è solo un modo per distrubarti. Ma non è vero. Non è così. E tocca ai giocatori bianchi far cambiare le cose. Dovrebbero essere loro ad uscire dal campo, non i neri”. Anche a lui, ai tempi del Parma, è capitato un episodio di razzismo. Racconta: “I compagni mi dicevano: lascia stare, non è niente. Ma così non si cambia mai nulla. Il razzismo va combattuto”. Come? “Lo ius soli, per esempio, è un modo intelligente per combattere il razzismo”. Sorride ripensando al passato. “Vi racconto un aneddoto. I miei figli sono nati in Italia e quando dicevo ai miei compagni che avevo due italiani in casa, sapete cosa mi rispondevano: ma che dici, sono neri. Capite? Ecco, è proprio questa mentalità che va cambiata. La gente ha paura che i neri diventino italiani, uguali a loro. La gente ha paura di questo cambiamento. Il razzismo diventa più forte quando ti rendi conto che l’altro può diventare come te. Dobbiamo accettare che siamo tutti sulla stessa linea, ma è molto difficile quando la storia ti ha messo in una posizione di superiorità”. E’ un uomo appassionato Thuram. Ambasciatore Unicef, fermo nei suoi principi. Entra duro contro i pregiudizi. “Non c’è una persona bianca che pensi che i bianchi funzionano tutti alla stessa maniera. Però i bianchi pensano che tutti i neri funzionano alla stessa maniera. Ma non è il colore della pelle che ti fa essere quello che sei. E’ la tua educazione, la tua condizione sociale, la tua personalità. Siamo tutti uguali, ma farlo capire è difficile”.

Le mie stelle nere da Lucy a Barack Obama, di Lilian Thuram e Fillaire Bernard, 2013
Traduzione di Prencipe S.
446 p., ill., brossura
ADD Editore

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