Wim Wenders: « Il mio film contro l’Europa razzista e smemorata»

Wim Wenders: « Il mio film contro l’Europa razzista e smemorata»

Intervista al regista del Corriere.it, di Giuseppina Manin, 22/08/19

Il regista tedesco torna con un nuovo film , «Submergence», una storia di amore e morte che coinvolge anche terrorismo e ambientalismo

Submergence di Wim Wenders (da ieri al cinema) è una storia d’amore a tre, lui, lei e il mare. Storia d’amore e morte che prende il via in stile Lelouch, un uomo e una donna su una spiaggia della Normandia, e finisce con una visione subacquea come nell’Atalante di Vigo. Due estremi romantici dentro cui il grande tedesco agita i fantasmi del fanatismo islamico, il thriller ecologico, la calata negli abissi del bene e del male. Perché a unire James (James McAvoy) e Danielle (Alicia Vikander), lui agente segreto pronto a infiltrarsi tra gli jihadisti, lei bio-matematica che cerca nei fondali dell’Artico la soluzione per salvare il pianeta, sono una comune solitudine e un invincibile desiderio fisico.

Love story e spy story, thriller e mélo…«Immersione» anomala nella sua filmografia
«È così. Ma Submergenceè prima di tutto una storia d’amore incondizionato. Mai avrei osato avventurarmi in territori di violenza e terrore se l’AMORE, tutto maiuscolo, non fosse stato il centro della vicenda. Quel che rende il resto sopportabile, che spinge i protagonisti a mettere a rischio le loro vite».

Cosa l’ha colpita nel romanzo di Ledgard?
«Il parlare di temi scottanti, il terrorismo e l’ambiente. Lo stato delle cose attuale è la prova di come l’umanità non impari dalla sua storia. Prendiamo l’Europa, il continente più agiato e pacifico del mondo odierno. Eppure la gente si fa incantare dagli stessi slogan nazionalisti e razzisti che hanno scatenato due guerre atroci. L’Italia non è un’eccezione».

L’acqua è l’essenza liquida del film, l’origine di tutto
«Una volta mi sono immerso nel Pacifico. Mi piace andare sott’acqua anche se preferisco quelle azzurre! Scendere nei neri abissi come fa Danielle è per me un’idea spaventosa. L’uomo è andato sulla Luna ma conosce poco i fondali oceanici. Eppure il futuro dell’umanità potrebbe essere più laggiù che su Marte».

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