Sssh, un libro senza parole rumoroso

Sssh, un libro senza parole rumoroso

Oggi proponiamo un silent book recensito da Testefiorite. Si intitola Sssh è di Fred Paronuzzi illustrato da Mariana Ruiz Johnson, fresco di pubblicazione da parte di Camelozampa. Abbiamo scelto di inserirlo nella nostra bibliografia perché è un esempio di letteratura davvero inclusiva e interculturale, in cui il piccolo protagonista vive in un contesto in cui compaiono famiglie di tante origini diverse che vivono una quotidianità non stereotipata e non essenzializzata. In questo albo illustrato i bambini neri vivono esattamente le stesse esperienze degli amichetti di pelle bianca. Non solo , ma divengono parte integrante dell’immaginario e non vengono raccontati attraverso dettagli tipici della cultura di origine (operazione che va bene ma che presuppone capacità mediativa volta a decostruire gli stereotipi e grande attenzione alla contestualizzazione). Ecco la recensione:

Che ne dite: può un libro fatto di onomatopee dirti un libro senza parole?

E un libro fatto di caos e rumori dirsi un libro silenzioso?

Naturalmente sto giocando con la definizione, volutamente ossimorica, del silent book, ovvero del libro senza parole, ma è un gioco che con il libro che vi racconto oggi riesce, mi pare, particolarmente bene a livello critico.

Si intitola Sssh è di Fred Paronuzzi illustrato da Mariana Luiz Johnson ed è appena stato edito da Camelozampa e racconta la giornata di un bambino, dal suo risveglio a quando va a letto. O meglio l’albo racconta i rumori della giornata del bambino: dal cucù del papà che lo sveglia la mattina, al quack della paperella del bagno al click della luce ecc. ecc.

Insomma l’antifona dopo le prime tavole si capisce: anche senza parole i suoni che abitano la giornata di un bambino sono tantissimo, l’unico che manca, a ben guardare, è lo “sssh” che dà il titolo alla storia. Nessuno chiede silenzio ma al tempo stesso questo “sssh” potrebbe anche essere ciò che il protagonista ad un certo punto desidera, pensa…. ottenere un po’ di silenzio per affinare l’attenzione.

In realtà a ben guardare, un momento di pace assoluta c’è, il momento in cui tutto il caos, in senso buono, resta fuori perché la concentrazione e la mente del bambino (non mi piace usare la parola fantasia ma il concetto è quello) vengono catturati dalla lettura di un libro!

Volete sapere cos’è la sospensione dell’incredulità in immagini?

Eccolo qui, il mondo che esce da un libro. Un mondo che avrà senz’altro dei suoi rumori ma che non si mescolano con quelli della realtà circostante il lettore perché la lettura ha questa straordinaria capacità: di creare il vuoto intorno e farci vivere in una realtà parallela!

Tutto l’albo insomma è un gioco tra parole e assenza di parole, rumori, suoni e silenzio, realtà e immaginazione che nella realtà trova il suo spazio.

Un albo illustrato senza parole che mi è piaciuto e mi ha parecchio interessato, un gioco sottile e al tempo stesso evidente e ben reso che sicuramente permetterà a qualche lettore di ascoltare il proprio silenzio interiore…che tutto è tranne che silenzioso!

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