Ibby Camp a Lampedusa, una magia che si ripete

Ibby Camp a Lampedusa, una magia che si ripete

Da Ibby Italia, di Anna Sardone, 27/11/19

All’inizio di ogni IBBY Camp, in genere durante il primo incontro con i volontari e le volontarie appena arrivati, c’è un momento in cui mi prende il panico perché mi chiedo: ce la faremo quest’anno? Riusciremo a fare andare tutto nel verso giusto? Le attività risponderanno alle attese di tutti quelli che, per un anno intero, hanno aspettato il campo: i bambini, gli insegnanti, gli stessi volontari? Sarà divertente? Sarà diverso? La mia è l’ansia di chi, come volontaria della Biblioteca e insegnante della scuola di Lampedusa, si occupa di curare le relazioni tra il Camp e la scuola, una specie di puzzle da comporre con pazienza e precisione.

Poi, piano piano, il caos prende forma, i volontari si prenotano per le attività nelle classi dell’istituto e riempiono di post-it il grande e ormai mitico tabellone delle attività. Si riuniscono in gruppi e cominciano a definire i laboratori che, dal giorno successivo, presenteranno negli incontri con gli studenti e nei pomeriggi in Biblioteca. Persone che fino a un minuto prima non s’erano mai incontrate, lavorano insieme come se l’avessero sempre fatto. Si preparano, si confrontano, stringono alleanze. I volontari lampedusani (un discreto numero, ormai) si uniscono ai gruppi, dando il loro contributo – hanno il vantaggio di conoscere la maggior parte dei bambini e dei ragazzi a cui le attività sono rivolte – e cercano di carpire tecniche e competenze, segreti e trucchi di chi con i libri ci lavora da professionista: bibliotecari, librai, scrittori, illustratori. E si comincia a capire che sì, forse ce la faremo anche quest’anno!

Grandi numeri quelli che hanno caratterizzato l’ottavo IBBY Camp, che si è svolto dal 4 al 10 novembre a Lampedusa, presso la Biblioteca IBBY per ragazzi: sessanta i volontari di cui una decina provenienti dall’estero (… e un numero spropositato di volontarie dal nome Anna!), trenta le classi coinvolte, moltissimi i laboratori, le presentazioni e i momenti di incontro durante la settimana.

Due gruppi numerosi hanno rappresentato le novità. Il primo era composto da studenti della facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Bergamo. Oltre a seguire i volontari e a collaborare durante i diversi laboratori, gli universitari sono stati nelle classi quinte della scuola secondaria di II grado per incontri di orientamento. Hanno risposto alle curiosità dei ragazzi lampedusani e raccontato la loro esperienza riguardo alla scelta della facoltà e ad aspetti della vita universitaria. Questi incontri sono stati importanti ed efficaci proprio perché si è trattato di uno scambio tra pari. Inoltre si inquadrano nello sforzo che la Biblioteca, in collaborazione con l’istituto omnicomprensivo L. Pirandello, fa quotidianamente sotto l’aspetto formativo garantendo la sua disponibilità nelle attività di alternanza scuola-lavoro.Un’altra originale iniziativa è stata portata avanti insieme a Radio Delta Lampedusa: ogni pomeriggio, per tre giorni, i nostri bambini e ragazzi hanno letto dei libri alla radio. Il primo giorno è stato il turno di Francesca e Bartolomeo, che frequentano la scuola primaria; il giorno successivo è stata la volta di Sofia e Giulio, della scuola media; l’ultimo giorno è toccato a Francesca e MariaSole, studentesse del liceo. La lettura di storie scelte da loro stessi, volontari-utenti della Biblioteca tra i più assidui, ha riscosso grande apprezzamento da parte degli ascoltatori e non si esclude di continuare questa esperienza anche in futuro.I volontari hanno avuto modo di approfondire la conoscenza dell’isola attraverso passeggiate naturalistiche, visite a luoghi “simbolo”, a siti archeologici e al museo. Le serate sono state dedicate a momenti di riflessione su temi di attualità: si è parlato di comunità, accoglienza, diritti, biblioteche.

Insomma… ha funzionato tutto, come dimostrano le restituzioni dei volontari, dei ragazzi e di tutti coloro che sono stati coinvolti nelle attività, che parlano di entusiasmo, passione, profondità, bellezza. Per noi, volontari di Lampedusa, è stata una grande gioia e la conferma che la Biblioteca è una realtà ormai stabile, riconosciuta, apprezzata e amata. Sì! Amata, come se si trattasse non di un cubo di cemento colorato in mezzo alla via Roma, ma di una presenza viva e attiva che esce fuori dai suoi muri e va verso gli altri.

Alla fine di ogni IBBY Camp, più o meno intorno al giovedì sera, c’è un momento in cui ti prende il panico: quando cominci a sentire i volontari e le volontarie parlare delle loro partenze per tornare a casa. Pensi: come faremo a stare senza tutto questo magico caos? Come faremo a non sentire la mancanza, non solo dei vecchi amici che tornano ogni anno, ma anche di tutti quelli che, fino a cinque giorni fa, erano dei perfetti sconosciuti? Poi, li senti programmare il loro ritorno, accogli i loro doni, perché vogliono lasciare un pezzo di loro stessi come segno di vicinanza. E capisci che ce l’abbiamo proprio fatta. Ancora una volta.

Articolo completo e immagini da Lampedusa qui.

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