Questa non è una baby-sitter. Una storia anti-stereotipo

Questa non è una baby-sitter. Una storia anti-stereotipo

Milena Z. per Paperblog propone una storia di Gabriella Kuruvilla illustrata da Gabriella Giandelli, pubblicata da Terre di Mezzo editore:

Una lavatrice non è una macchina fotografica. Un cucchiaio non è un mestolo. Una scala non è una libreria. Allo stesso modo, la mamma di Mattia non è una baby-sitter” E’ così che inizia questo piccolo albo illustrato, la cui storia prende il via da un piccolo equivoco tra compagni di scuola. Nella vita di tutti i giorni i fraintendimenti e gli equivoci comunicativi (ma non solo!) non mancano, e spesso possomo  essere causa di incomprensione e di situazioni conflittuali. In particolare, oggi, in una società sempre più multiculturale, quelli interculturali evidenziano pregiudizi e luoghi comuni legati alla percezione che abbiamo dell’altro e di alcune “categorie” della realtà che ci circonda. Figlio di una coppia mista, Mattia ha un papà italiano e una mamma di origine indiana. Ashmin ha pelle scura, i capelli lunghi, le treccine, l’orecchino al naso, ma per il resto è come tutte le altre mamme del mondo. Mattia, a cui piace molto scherzare, decide un giorno di far conoscere la sua mamma ai suoi nuovi compagni di scuola presentandola però come la sua baby sitter. Ed ecco che, il gruppetto di amici, notando l’assoluta mancanza di somiglianza tra madre e figlio, sono proprio convinti che Asmhin altro non può essere che una bay sitter. Nascono così una serie di imbarazzanti equivoci!!! Il racconto tra le righe ci consegna uno spaccato della nostra realtà, in cui coloro che provengono da altri paesi si ritrovano spesso ad essere oggetto di pregiudizi, stereotipi e discriminazioni, nati da malintesi e luoghi comuni. Sfogliando le pagine dell’albo incontriamo così Ginko, compagno di Mattia che viene deriso ed escluso perchè cinese, Salvatore, sciliano, che viene scambitato dallo stesso Mattia per uno straniero, Ashmin che per il suo aspetto e i suoi tratti somatici viene scambiata per la baysitter di Mattia. L’autrice, italo-indiana ci ricorda però che basta veramente poco per spiegare ai bambini che è importante non fermasi all’apparenza e come ognuno di noi sia nello stesso tempo uguale ma diverso. Una diversità che ci caratterizza e ci rende unici e che può se vogliamo essere “contaminata” e arricchita da quella degli altri: se al blu aggiungi il rosso ottieni il viola, se al papà bianco aggiungi una mamma marrone allora il risultato è un neonato color beige. Con una grafica che richiama lo stile del fumetto con i balloon e le illustrazioni a tutta pagina, l’albo llustrato parla ai bambini, con parole semplici, di discriminazione, luoghi comuni, integrazione e diversità. Da leggere ad alta voce a casa o a scuola come mezzo per allargare lo sguardo e la mente di grandi e piccini, per superare insieme piccole situazioni conflittuali o discriminanti.

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