Arabo, cinese, spagnolo, bengalese: i bambini creano i vocabolari delle parole gentili per i loro insegnanti italiani

Arabo, cinese, spagnolo, bengalese: i bambini creano i vocabolari delle parole gentili per i loro insegnanti italiani

Articolo di Oriana Liso, tratto da Repubblica, 15 febbraio 2020 : tutto è nato dagli allievi dell’Istituto comprensivo Giacosa, la scuola del parco Trotter a Milano. I loro lavori saranno protagonisti di una mostra

Il tagalog, la lingua delle Filippine. Il cinese, l’arabo ovviamente – perché è da qui che tutto è partito – anche nella variante marocchina. E ancora, lo spagnolo e il bengalese. Tante lingue in cui dire frasi come “il disegno che hai fatto è bellissimo”, “bravo”, “grazie”, ma anche “non va bene”, “studia” e la domanda che tutti i bambini vorrebbero sentirsi fare: “Sei felice?”. 

Se fosse una serie tv sarebbe un format: qualche mese fa all’Istituto comprensivo Giacosa, la scuola del parco Trotter a Milano, la maestra Antonella Meiani riceve da due suoi alunni, aiutati dagli altri bambini, un vocabolario arabo-italiano, con una serie di parole di uso comune (almeno a scuola) nelle due lingue e con la pronuncia scritta accanto. Ma non la pronuncia italiana, quella araba. Perché è la maestra che, questa volta, deve studiare quello che i suoi alunni di quinta elementare le insegnano: la loro lingua, i rudimenti almeno, per quella che lei chiama “una coccola” ai suoi alunni arrivati da poco dall’Egitto e quindi, ancora in difficoltà con l’italiano. 

Quel primo vocabolario, scritto su un quadernone con le penne rosse e blu, adesso è stato replicato in altre lingue, “tutte quelle che si parlano nelle mie due classi, dove ci sono 25 e 21 bambini che arrivano da tanti Paesi”, racconta la maestra Antonella. E tutti questi vocabolari – guai a chiamarli quaderni – verranno esposti nel parco del Trotter il 21 febbraio per la Giornata internazionale della lingua madre, una giornata istituita dall’Unesco vent’anni fa per promuovere le diversità linguistiche e culturali e il multilinguismo. Ogni anno si organizzano tante iniziative, laboratori, quest’anno il Polo Start 1, che è la struttura territoriale che si occupa di integrazione, ha deciso di coinvolgere le scuole in rete. Nel parco delle lingue le altre scuole arriveranno per scoprire i lavori del Trotter e mostrare i loro. Ci saranno laboratori, cori, proiezioni. I bambini hanno lavorato e stanno lavorando tanto: per abbellire i loro vocabolari, con disegni e colori diversi per sottolineare la pronuncia, e qui sono indispensabili i compagni di classe italiani, che hanno controllato vocabolario per vocabolario che tutto fosse corretto, visto che poi saranno destinati a maestre e maestri italiani. 

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